disintossicazione

Questo blog (ho perfino vergogna a definirlo tale…) è stato pensato come una sorta di “medicina”  da ingollare per uscire da quel tunnel, lungo e senza sbocchi, che è la frequentazione dei social network.

Sono entrata relativamente tardi in Facebook (se sono “inritardodaunavita” ci sarà pure un perché…più di uno, in realtà, ma sorvoliamo, per ora), quando tutto il mondo era già iscritto e quando restarne fuori sembrava quasi rifiutare di vivere il presente: “sei antica”, “ci sono tutti”, “sei l’unica a non esserci”, “sei snob”, questo mi veniva detto…e , con molta riluttanza e poca convinzione, ho creato il mio account…e piano piano ne sono stata assorbita totalmente, dove “totalmente” non è un eufemismo…

Ore e ore passate davanti al  pc, o recentemente, con il cellulare in mano,  ad ascoltare musica, a guardare video o gif, a seguire dibattiti sui più svariati argomenti, a postare qualsiasi cosa l’occhio, la mente, il cuore trovi gradevole in quel momento…ed è sempre quel momento, perchè le “notizie” si inseguono ininterrottamente tutto il sacrosanto giorno, non sia mai che si perda qualcosa, eh….

Poi arriva il momento nel quale ti accorgi di averne abbastanza….la casa è trascurata, i tuoi impegni non ti consentono di avere un attimo di respiro per pensare a te, ai tuoi libri che continui ad accatastare neanche fossi un deposito amazon, libri che ti riduci a leggere di notte con l’occhio semiaperto e la gatta che ti si accoccola sulle gambe e ti guarda come a dire: ma ce ne andiamo a letto?!

E così si stacca la spina….si stacca consapevoli, però, che la “tregua” durerà pochi giorni, perché Facebook è lì,  con i suoi cartelloni pubblicitari, con le sue giostre, con le sue caramelle offerte  a fiotti  a che tu rimanga lì, perchè “qualcuno” ha deciso che la metà (?) della popolazione mondiale  “deve” rimanere lì,  sonnacchiosa, arrabbiata o festante.

caramelle

Così è sorta l’idea di questo “blog”: se proprio non si riesce a fare a meno di accendere il pc, almeno  si cerchi di fare qualcosa di creativo….dare vita a qualcosa di molto simile ad un diario, più o meno quotidiano, che parli dei miei interessi, delle mie consuetudini, dei miei umori instabili (in fin dei conti sono una “ragazza” che si avvicina alla cinquantina….facciamo finta che l’instabilità sia dovuta al rallentamento della produzione di estrogeni e follicoli, va…così, per semplificazione…); qualcosa, insomma, che non mi lasci spettatore passivo  di un social network,  ma che magari mi aiuti ad uscirne o, quantomeno, mi consenta di ridurre i tempi passati lì dentro: sarebbe già un buon risultato.

Sono cosciente dei limiti di questo “progetto”: aprire un blog presuppone avere dei lettori disposti ad impegnare il loro tempo nella ricerca di qualcosa che possa aiutarli a “crescere” intellettualmente, qualcosa che apra le loro menti, che li avvicini alla letteratura, all’arte, a qualsiasi argomento impegnato li aggrada….e se un Lettore dovesse, per sbaglio,  imbattersi in questo diario, in questa accozzaglia di pensierini scritti “di pancia”, senza che ci sia, dietro, competenza per insegnare alcunché, niente “scienza”, ma solo passioni e sogni di un modesto “addetto mense scolastiche” (leggi: lavapiatti), ne scapperebbe a gambe levate, tacciandomi di presunzione e vanagloria…

Non aspiro, insomma, neanche ai venticinque lettori che il Manzoni era certo di avere…lascerò che rimanga un angolino nascosto ai più, un rimedio “informatico-antinformatico” prettamente casalingo…e che il web mi perdoni.  🙂